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Sezione "L'italia di verdi" - Itinerari

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Chiesa di S. Michele Arcangelo (Roncole Verdi)

Le terre del Maestro - I Luoghi Verdiani

Organo - zoom image
Fondata nel 1004, subì numerosi rimaneggiamenti, il primo dei quali nel 1518, con il rifacimento dell’abside poligonale sul tipo delle chiese bussetane. Un nuovo intervento, nel 1610, riguardò il rinnovo della facciata, del campanile e del tarchiato interno a tre navate, tramite lesene e cornicione.
Sulla parete della navata destra e all’ultimo pilastro sono numerosi frammenti di affreschi votivi di scuola parmense (XVI secolo). Tra questi una Madonna col Bambino e i SS. Francesco e Antonio, un’Adorazione dei Magi (1523), una Deposizione dalla croce (datato 27 ottobre 1525), un Cristo nel sepolcro.
Nella cappella a destra dell’abside è la Madonna fra i SS. Rocco e Sebastiano entro ancona decorata a candelabre, con l’Eterno nella cimasa e affiancata dai SS. Donnino e Michele. A destra la Natività.
Nel presbiterio si susseguono altri frammenti di affreschi votivi, tra cui la Crocifissione (fine XV secolo), S. Vescovo attorniato da due figure femminili (fine XIV secolo), i SS. Rocco e Sebastiano (XVI secolo), altri santi non identificabili (XV e XVI secolo). La pala dell’altare maggiore con S. Michele Arcangelo è del bussetano Pietro Balestra (1741). Sotto la mensa dell’altare è una statua lignea del Cristo deposto (XIV secolo).
All’ultimo pilastro a sinistra è un affresco raffigurante la Madonna che allatta (1525).
In controfacciata l’Immacolata tra i SS. Sebastiano, Rocco, Antonio da Padova, Margherita da Cortona di Pietro Balestra (1757) e Crocifisso che appare a S. Pellegrino Laziosi di anonimo (XVIII secolo).
In sagrestia è una statua lignea della Madonna del Rosario (XVIII secolo) e in canonica il Riposo dalla fuga in Egitto di Giovan Paolo Pisani (XVII secolo). Una grande tela ottocentesca, opera dello scenografo fidentino Girolamo Magnani e raffigurante il Calvario viene innalzata sopra l’altare maggiore durante la Settimana Santa.
A destra dell’ingresso è il fonte battesimale dove fu battezzato Giuseppe Verdi.
Nel locale adiacente il presbiterio si trova l’organo costruito da Ferdinando Bossi nel 1797, sul quale il piccolo Verdi, già nei primi anni d’infanzia, si esercitava alla guida del suo primo maestro, Pietro Baistrocchi. Nel 1900 il direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone e la mezzosoprano Giuseppina Pasqua, visitando la chiesa constatarono la necessità di restauri per l’organo e fu eseguito gratuitamente da Filippo Tronci, al quale fu riconoscente Verdi stesso, che gli autografò una fotografia con le parole: “Al Cav. Filippo Tronci, che si offrì spontaneo restauratore di quest’organo che io suonai fanciullo. G. Verdi – Sant’Agata 22 Ottobre 1900”. Nella piccola stanza sotto l’organo sono esposti alcuni cimeli verdiani, tra cui l’atto di battesimo, redatto in latino.
All’esterno della chiesa, nel retro, è murata una lapide che ricorda come, nel 1814, Luigia Uttini e il piccolo Verdi trovarono rifugio nella torre campanaria, per sfuggire alle truppe russe e austriache nel periodo immediatamente successivo alla disfatta napoleonica: “Luigia Uttini scampava il suo piccolo Beppino dalle orde sanguinarie di Russia e di Austria devastanti questa fertile plaga”.

 

 

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