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Il territorio compreso nel suo perimetro assume tre aspetti morfologici fondamentali: il paesaggio fluviale con le fasce boscate, corrispondenti alla zona centrale dell'area protetta, il paesaggio agrario, situato lateralmente al corso d'acqua, il paesaggio delle prime colline appenniniche.
L'area protetta, istituita nel 1988 grazie alla sensibilità di diverse associazioni e delle istituzioni locali, riveste un enorme interesse paleontologico, determinato anche dall'azione erosiva del torrente che, in seguito alle massicce escavazioni di ghiaia degli anni '50 e '60, ha portato alla luce strati di fossili di grande importanza scientifica. Altrettanto interessanti gli aspetti floristici, vegetazionali e faunistici,
La chiesa di San Nicomede è situata nell’omonima località, in una posizione centrale del Parco e in prossimità della zona del torrente conosciuta come Le Cascatelle.
La costruzione risale al IX sec. e fu costruita per accogliere, tra l’880 e l’885, le reliquie del Santo, cui è dedicata; purtroppo solo dopo poco tempo (forse già nel 913) i resti del martire furono trasferiti nella cattedrale di Parma e collocati in un altare.
Il luogo era noto sin dal VII sec. in quanto meta di pellegrinaggi per la presenza di una sorgente d’acqua, chiamata Fonte Limosa o Fontanabroccola (cioè traboccante), alla quale erano attribuiti poteri miracolosi, in particolare per chi soffriva di mal di testa: i pellegrini compivano il viaggio alla chiesa (secondo la tradizione il primo di giugno) trasportando un masso sopra la testa e, una volta arrivati a destinazione, bevevano l’acqua e si sentivano immediatamente liberati dal dolore.
L’accumulo dei massi depositati dai fedeli avrebbe fornito il materiale per l’edificazione della chiesa, che, infatti, mostra elementi rocciosi di varia provenienza, anche se molto numerosi sono i ciottoli provenenti dalla zona limitrofa, come dimostra l’abbondante contenuto di fossili osservabili sullo stesso edificio.
La sorgente, poi, venne incanalata nel pozzo, che si trova nella cripta della chiesa, probabilmente di origine romana, e sui cui bordi sono ancora visibili i solchi provocati dallo scorrimento delle corde cui erano legati i secchi per prelevare l’acqua.
La chiesa è un raro esempio di costruzione carolingia rimasto intatto fino ai giorni nostri; l’aspetto esterno della costruzione è molto semplice ed è completato da un piccolo campanile; all’interno la chiesa si presenta a un’unica navata (anche se resta da dimostrare se nel corso dei restauri del XIV sec. vi fu l’eliminazione dei bracci del transetto), con un’interessante cripta a volte irregolari sostenute da quattro colonne di marmo bianco, con capitelli diversi, e con l’antico pozzo.
La chiesa di San Nicomede fu proprietà dei vescovi di Piacenza fino al XI sec., e poi passò ai Pallavicini; tra la fine del XIII e del XV sec. fu sottoposta a diverse opere di restauro.
Estintosi il casato dei marchesi di Scipione, la chiesa divenne di proprietà degli arcipreti di Borgo San Donnino, che riconsolidarono la struttura apportando modifiche secondo un approccio neogotico (furono aggiunte due guglie sul tetto, un protiro, le finestre della facciata e quelle laterali e un rosone centrale, al posto dell’unica finestra a ogiva prima disposta sopra il portale), ma non intaccando le strutture più antiche, quali l’abside e la cripta.
Dal 1939 è tornata a essere parrocchia autonoma.

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