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Sulla fine del secolo rinasce lo spirito filopapale: Urbano II bandisce da Piacenza la prima Crociata nel 1095 e la città, che diventa libero Comune nel 1126, scende in campo con la Lega Lombarda contro il Barbarossa. Nel XII e XIII secolo Piacenza si arricchisce di chiese, monasteri e palazzi, tra cui il Duomo e il Gotico; ma il Medioevo piacentino è purtroppo caratterizzato da continui cambi di supremazia: si susseguono gli Scotti, i Pallavicino, Alberto Scoto, i Visconti, gli Sforza e poi la Francia di Luigi XII. Nel 1545 si insediano i Farnese, Duchi di Parma, che governano la città fino al 1731, anno in cui succedono i Borbone che restano fino al 1859, anche se il Ducato conosce, a più riprese, le dominazioni austriaca, francese, napoleonica e il governo di Maria Luigia d’Austria. Nel 1848 Piacenza è la prima città italiana ad unirsi al Regno di Sardegna ed è nel 1859 che le truppe austriache abbandonano definitivamente la città.
L’itinerario non può che cominciare da Piazza dei Cavalli, che prende il nome dai monumenti equestri dedicati ad Alessandro e Ranuccio Farnese, capolavori indiscussi dell’arte scultorea barocca del toscano Francesco Mochi da Montevarchi. Sulla piazza si affacciano il Palazzo del Comune, detto il Gotico, sorto nel 1281 su iniziativa di Alberto Scoto, il Palazzo del Governatore e il Palazzo dei Mercanti, costruito nel 1676 dal Collegio dei Mercanti e oggi sede del Municipio. Palazzo Farnese è invece costruito a partire dal 1558 sulle rovine della trecentesca Cittadella Viscontea, voluto dai duchi Ottavio e Margherita, progettato dapprima da Francesco Paciotti e poi da Jacopo Barezzi, detto il Vignola. I lavori terminano nel 1602 lasciando l’opera incompiuta, come del resto accade anche allo stesso palazzo a Parma, capitale del ducato. Indiscusso capolavoro di arte romanica è il Duomo, edificato negli anni 1122-1233, con sculture sui modelli di Wiligelmo e Nicolò e affreschi di Carracci, Procaccino, Draghi, Guercino e Morazzone. Altra tappa religiosa è la Chiesa di S. Antonino, fondata nel IV secolo dopo Cristo per conservare le reliquie del patrono della città. Infine in Via Giuseppe Verdi (che è anche un po’ piacentino), è situato il Teatro Municipale, progettato da Lotario Tomba, decorato da Alessandro Sanquirico e inaugurato nel 1804.

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