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L’edificio, che svetta per la sua imponenza all’interno del centro abitato, è formato da due corpi ben distinti: il torrione, unico “superstite” del quattrocentesco castello distrutto dai Veneziani, e i due corpi laterali edificati nel 1700.
All’interno del maniero spiccano senza dubbio i pregevoli affreschi della sala consiliare, utilizzata già in passato come teatro.
Tra le varie frazioni del centro della Bassa, Torricella è senz’altro degna di una nota di merito. La località, situata a un “tiro di schioppo” dal Po, vantava un castello fortificato sul Grande Fiume, un Convento francescano e due chiese ma le frequenti alluvioni a cui il paese, specialmente in passato, andò soggetto, hanno cancellato tutti gli edifici appena citati.
Restano solo l’abside e il campanile di una delle due chiese, risalenti al XII secolo, mentre le attuali tre navate furono costruite nel 1700. Torricella ha sempre avuto qualche legame particolare con il fiume Po; non a caso è stato uno dei primi centri della provincia a sfruttare la presenza dell’importante corso d’acqua come richiamo turistico. Il porto è certamente uno dei luoghi di maggior richiamo dell’intera Bassa.
Torricella, è bene precisarlo, fu sempre zona portuale; i Conti Simonetta, ottenuto il paese in feudo nel 1499 da Luigi XII di Francia, diedero maggiore impulso alle attività portuali; notizie sull’attività commerciale e militare del porto si ritrovano anche in una Carta Farnesiana cinquecentesca, prima di una serie puntuale di documentazioni che proseguono fino ai primi decenni del ’900. Dopo un periodo di “magra” il porto è stato riattivato, con finalità prettamente turistiche, grazie all’interessamento dell’Associazione Nautica Torricella, dell’Amministrazione comunale e di altre associazioni locali. Ora il centro turistico è pienamente in funzione, con bar ristoro, piscina, parco, campeggio nautico, attrezzatura alaggio imbarcazioni con relativi servizi inerenti all’approdo.
L’ Associazione Nautica di Torricella, che si propone in modo particolare lo scopo della salvaguardia delle bellezze naturali del fiume, svolge inoltre varie attività legate all’ambiente fluviale: dal nuoto al canottaggio, dalla pesca sportiva allo sci-nautico e alla motonautica.
A brevissima distanza dal porto si trova poi un altro centro di grande interesse, sempre legato al Po e di particolare richiamo naturalistico: il Parco Fluviale “Boschi di Maria Luigia”, “patria” di numerose essenze arboree, che sorge nel territorio della frazione di Coltaro, località di antica origine così chiamata perché in passato il fiume Taro confluiva con il Po proprio in questa zona. Il bosco fu donato nell’Ottocento dalla Duchessa ai capifamiglia residenti e tuttora ogni capofamiglia residente ha diritto al godimento di un appezzamento di bosco denominato “partita”.
Sissa si trova poi al centro di una terra di grandi tradizioni enogastronomiche: su tutti spiccano il Parmigiano – Reggiano e il Culatello, prodotti tipici del territorio ampiamente conosciuti, ormai, anche al di fuori dei confini nazionali e che, unitamente ad altre specialità tipiche della zona, hanno reso la cucina locale tra le più invidiate al mondo.

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