Accessi rapidi:

Lingua:

  • Italiano
  • Inglese

Ricerca

Ricerca

Area Riservata Agenzie

Esegui il log-in per accedere all’area riservata

Inserisci i dati

Non sei iscritto?
Compila il modulo per richiedere i dati di accesso

Sezione "L'italia di verdi" - Itinerari

Date un’occhiata nella stessa categoria: 

Villa Verdi a Sant’Agata (Busseto)

Le terre del Maestro - I Luoghi Verdiani

Non si può dire di conoscere Verdi se non si ha visitato la casa che abitò per lungo tempo e alla quale amava sempre tornare dai suoi viaggi in Italia e in Europa. Villa Verdi a Sant’Agata, una frazione di Villanova sull’Arda, è la proprietà che Giuseppe Verdi acquistò nel 1848, abitandovi a partire dal 1851 e rendendola progressivamente sempre più sua.
Fu Verdi, infatti, che eseguì di proprio pugno gli schizzi, dette indicazioni scritte e dettagliate per la scelta dei materiali e le misure del progetto di ampliamento della casa originale, fino a farla diventare come agli volle e come oggi la vediamo. In questo luogo il più celebre compositore italiano visse e lavorò, godendo di un isolamento necessario al suo genio creativo e al suo carattere, schivo e riservato. L’originaria casa padronale di campagna, acquistata da Verdi, divenne così in pochi anni la residenza dove i canoni estetici del tempo e i suoi personali trovano una perfetta realizzazione che, ancora adesso, il visitatore più attento può comprendere e ammirare. Villa Verdi oggi, mantenuta nello stato conservativo dei tempi del grande compositore, rappresenta la migliore chiave di lettura per comprendere lo spirito immortale del genio e dell’uomo Verdi.


La Villa
 
“questa profonda quiete mi è sempre più cara. È impossibile… ch’io trovi per me ove vivere con maggior libertà…”. Sono queste le parole che Verdi usa per la sua casa di Sant’Agata, il luogo dove scrive musica, dove riceve i pochi e selezionati ospiti, dove dà prova del suo talento di architetto e imprenditore agricolo. Il progetto della Villa così come la si vede oggi, è infatti quello che lui ha voluto, l’amministrazione delle terre e la gestione dei contadini è sempre seguita da Verdi in persona, anche quando gli impegni musicali lo portano in giro per l’Europa. Musica e agricoltura dunque, spirito e concretezza; sono questi gli elementi costitutivi dell’universo verdiano: l’uno e l’altro necessari per comprendere la profondità e la complessità dell’animo di Giuseppe Verdi. Nella Villa sono presenti e visitabili la Cappella dove, per concessione papale, si poteva celebrare la S. Messa anche nei giorni festivi, la scuderia e la cantina, e infine alcune carrozze usate da Verdi.

Le Stanze

Sono cinque le stanze aperte al pubblico e si tratta delle stesse stanze, con gli arredi originali, abitate da Verdi e dalla Strepponi, sua seconda moglie. Si entra nella camera di Giuseppina Strepponi dove si trova il letto con baldacchino in stile genovese, un reliquiario e un quadro, entrambi doni degli Asburgo al padre della Strepponi. Mobili intarsiati, una statuetta caricatura di Verdi eseguita da Dantan e due piccoli bronzi di Manzoni e Verdi a ottanta anni, sono alcuni degli oggetti che arricchiscono la stanza. Davanti al letto, inoltre, si può ammirare il busto della Strepponi ritratta nel 1842 da Tenerani. Dalla camera della Strepponi si passa allo spogliatoio dove si trovano fra l’altro il piano usato da Verdi negli anni che vanno dalla composizione di Rigoletto, 1851, a quella di Aida, 1871, il baule che il Maestro portò a San Pietroburgo per la prima rappresentazione de La forza del destino. La camera da letto di Verdi è senza dubbio il punto focale della visita a Villa Verdi: qui il Maestro dormiva e lavorava, proprio allo scrittoio posto al centro della sala. Sopra il pianoforte, è posto il celebre busto eseguito da Vincenzo Gemito a Napoli nel 1872; in una teca sono conservati i guanti che Verdi usò per dirigere la Messa da Requiem il 22 maggio 1874, in commemorazione di Alessandro Manzoni, scrittore al quale era profondamente legato da stima e amicizia. Dopo la camera del Maestro, lo studiolo, che conserva gli spartiti per canto e piano di tutte le opere verdiane e di molti altri musicisti, pagine scritte da Verdi, documenti relativi ai suoi incarichi politici, un disegno che raffigura Verdi mentre dirige la prima dell’Aida all’Opéra di Parigi. In una teca sono conservati un cilindro, la sciarpa di seta bianca e altri oggetti di uso personale del Maestro. Infine la camera dell’Hotel et de Milan, l’albergo a pochi passi dal Teatro alla Scala, dove Giuseppe Verdi spirò all’alba del 27 gennaio 1901. I mobili originali sono stati trasportati a Villa Verdi e successivamente e qui disposti.

Il Parco


“…Si cominciò con infinito nostro piacere a piantare un giardino, che in principio fu detto il giardino della Peppina. Poi si allargò e fu chiamato il suo giardino; e ti posso dire che in questo suo giardino vi czareggia (sic) or tanto che io son ridotta a pochi palmi di terreno”: così si esprime Giuseppina Strepponi in una lettera inviata alla contessa Maffei nel 1867. affetto e una leggera ironia per un Verdi che ama appassionatamente la sua terra, dedicandovi tempo e cure. I due pioppi, il grande platano ancora oggi esistente e le poche querce che trova quando acquista il terreno diventano il poco tempo un’oasi di verde ricca di angoli suggestivi e di armonia. Il perfetto equilibrio di luci e ombre, cercato e studiato dal Maestro scegliendo le piante, la disposizione delle statue, della grotta, del laghetto, creano uno spazio dove trovare riposo e ispirazione, consentendo l’appagamento del suo senso estetico e della sua curiosità.

 

 

In primo Piano

Nolo Bike Parma

Nolo Bike Parma

nolo bike parma è 170 biciclette pronte per il noleggio, distribuite in 10 località di interesse turistico nella bassa parmense con un unico f ...

Per saperne di più
Vedi l’elenco notizie »

Va Pensiero Viaggi - Via Leoncavallo, 26 - 43011 Busseto (PR)
tel. +39 0524 92272 - fax +39 0524 932781 - cell. +39 366 8754841 - P.IVA: 02218450340 - info@vapensieroviaggi.com