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Si apre finalmente a Polesine Parmense l’Antica Corte Pallavicina Relais.
I restauri dopo quasi vent’anni sono finiti! E’ stata dura. Sembrava impossibile, ma ci siamo riusciti! E come potevamo non farlo? Quando il nostro bisnonno lasciò il podere Piantador del Maestro Giuseppe Verdi arrivò proprio alla Corte Pallavicina con i suoi undici figli e da mezzadro passò ad affittuario. E’ stata proprio una bella conquista! Tutti insieme cominciarono a lavorare questo grande podere dalla terra fertile nella golena intorno al palazzo con tanto entusiasmo e con tutti quei saperi e quell’esperienza acquisita in Piantador. Allevavano maiali, polli, tacchini, oche, anatre e bachi da seta. Mungevano mucche, piantavano i pioppi, facevano fascine e crescevano i cocomeri, il grano, la melica, gli ortaggi. D’ inverno facevano i salumi secondo le antiche usanze.
Poi presero l’appalto per lo sgombero della neve dalle strade, si inventarono il traghetto sul Po verso il cremonese, iniziarono anche a fare blocchi di cemento! E tutto questo sempre qui intorno e in corte dove nacque nostro padre nel 1916. E come avremmo potuto lasciarla crollare! Quando finalmente siamo riusciti ad acquistarla, nel 1990, era quasi un rudere! L’unico intervento di restauro davvero sostanziale risaliva al 1550, alla fine del 1700 Maria Luigia duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla (nonché moglie di Napoleone) vi insediò la sua guardia di frontiera, i “Dragoni” a salvaguardia dei traffici fluviali allora fiorenti e abbassando le torri di un piano. Dal 1850 la Corte fu suddivisa in piccole abitazioni e utilizzata da contadini, pescatori, carrettieri ed artigiani. Nessuno ci aveva più creduto, il Po si era spostato e se ne era impadronito: era rimasta dentro al fiume, che la inondava periodicamente!
Ed eccoci qui. Ci sembra un sogno, ma è proprio vero: è fatta.
Quelle cantine uniche dove i marchesi Pallavicino stagionavano i salumi sono ritornate a riempirsi di culatelli, la vecchia sala di stagionatura del formaggio ha ripreso la sua antica funzione, la ghiacciaia e la prigione sono riemerse dal fango e gli affreschi son tornati al loro splendore, i camini bruciano legna di pioppo e al primo piano le stanze calde e confortevoli sono pronte ad ospitare ospiti esigenti.
Quasi vent’anni sono passati, ma in questo luogo ci sono tutti i ricordi della nostra famiglia ed è con questa consapevolezza che l’abbiamo trattato, restaurandolo piano piano come avrebbe cresciuto una mamma il suo neonato: dolcemente e con mille attenzioni, coinvolgendo tutti gli artigiani ancora padroni degli antichi saperi del posto, usando i mattoni della stessa epoca, il legno di pioppo e di rovere degli stessi terreni! Ma purtroppo a gioire di questo traguardo non ci sono più mamma e papà … che tanto erano entusiasti e partecipi in questo progetto! Pazienza si dice, è la vita. Ma non è così, i genitori non si dimenticano mai! Magari ora dall’alto ci guardano e sorridono compiaciuti.
Ora, una nuova sfida, non meno difficile di quella passata! Far conoscere e rivivere questo luogo legato alla sua gente, ai suoi prodotti, al suo territorio. Cominceremo mettendo a disposizione due suites e quattro camere da letto restaurate, come amiamo raccontare, con mano leggera, senza cancellare il passato. Offriremo colazioni genuine con il buon latte, con le uova delle nostre galline, con le torte e le marmellate delle nostre nonne, il tutto servito con estrema cordialità ed eleganza.
Sarà un luogo legato alla cultura del cibo e dei prodotti: ci sarà la possibilità di apprendere come si prepara la pasta fresca, i salumi, le marmellate e tanto altro. Di vedere gli animali di razze antiche, i maiali neri dell’ antica razza Nera Parmigiana, ancora le mucche bianche dalle lunghe corna, le oche, le anatre mute pezzate nere, i galli e le galline con incredibili creste rosse, che oggi, come un tempo, popolano la corte. Si potrà seguire un percorso legato alla coltivazione di alberi da frutta (più di 150 tipologie) e andar per argini a piedi o in bicicletta lungo il Po arrivando alle vicine Busseto e Zibello.
Ci si potrà imbarcare, anche con la bici, sulla motonave “Il Rigoletto” e navigare avanti e indietro il Grande Fiume, trascorrere giornate intere a Cremona città dei violini e dei torroni, a Sabbioneta ancora rinchiusa nelle proprie mura, a Colorno piccola Versailles del ducato, al mercato di Casalmaggiore.
Vi racconteremo aneddoti inediti sui personaggi conosciuti direttamente dalla nostra famiglia: Giuseppe Verdi, Giovannino Guareschi, Carlo Bergonzi e ora anche il Principe Carlo d’ Inghilterra, il tutto con tanta cortesia e umiltà all’ insegna di una grande qualità.
Sarà un sito di cultura a 360°: ospiteremo mostre d’arte, serate di musica, piccoli convegni, serate di rievocazione storica e molto altro.
Il Piano Nobile rimarrà a completa disposizione dei nostri ospiti, magari per rilassarsi bevendo una tisana dei frati della badia di Torrechiara oppure leggendo un buon libro!
Nella torre dai segni zodiacali, invece, si potrà consultare la nostra raccolta di libri dedicata a Re maiale e a tutto ciò che riguarda la Bassa.
LE CANTINE DEL PALAZZO
Le Cantine della Corte, costruite nel 1320 dai marchesi Pallavicino, venivano da loro utilizzate per stagionarvi salumi, formaggi, per affinarvi i loro vini e immagazzinare i prodotti del loro contado. Un luogo ricco di storia, ove stagionavano i Culatelli che inviavano ai duchi di Milano (gli Sforza) utilizzandoli per i banchetti al castello Sforzesco, oppure come dono prezioso per ingraziarsi la più alta nobiltà d’ Europa o temibili condottieri.
Un’ ampia parte di queste Cantine sarà dedicata ad ospitare corsi di cucina e master sul Culatello, piccoli eventi come suggestive cene, magari al lume di candela, ma anche piccoli convegni ove si parlerà d’arte, di vini, di prodotti tipici, del fiume Po e di storia delle nostre terre.
LE CAMERE
Le Camere sono tutte al primo piano servite da ascensore. Sono semplicemente eleganti, corredate da tutti i comfort e curate al dettaglio, con grandi vasche da bagno ed arredamenti d’ epoca alleggeriti da inserti moderni, con saponi magari preparati dai frati dell’ abbazia di Torrechiara ai più classici alla violetta di Parma tanto amati da Maria Luigia, oppure, quelli ai Sali iodati di Salsomaggiore. Dotate di camini funzionanti, presentano bagni ricercati con lavabi realizzati dagli artigiani del posto, con stuoie delle docce in legno di pioppo, un piccolo bar e una moscarola sempre rifornita dei prodotti della nostra azienda: buon Parmigiano-Reggiano, pane e salame ed il nostro vino.

“bottega storica e verdiana” fin dal 1873 l’antica salsamenteria baratta di busseto è una delle botteghe più antiche e famose della bassa parmense, si ...
Per saperne di più
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